Il Reddito di Cittadinanza (RdC), sebbene ormai sostituito dall’assegno d’inclusione (ADI) continua ad essere al centro di numerosi procedimenti penali. Le contestazioni per indebita percezione sono frequenti e le conseguenze per i cittadini possono essere particolarmente gravose, spaziando dalla reclusione alla revoca definitiva del beneficio con obbligo di restituzione.
In questo articolo, analizziamo la struttura del reato e l’importante chiarimento arrivato recentemente dalla Corte Costituzionale.
Il Reato di Indebita Percezione: cosa si rischia?
Il reato è disciplinato dall’art. 7 del D.L. n. 4/2019. La norma punisce due condotte principali:
- Falsità nelle dichiarazioni: l’utilizzo di dichiarazioni o documenti falsi (o l’omissione di informazioni dovute) per ottenere il beneficio. La pena prevista è la reclusione da 2 a 6 anni.
- Omessa comunicazione di variazioni: il mancato aggiornamento dell’INPS circa variazioni di reddito, patrimonio o stato civile che comporterebbero la riduzione o la perdita del sussidio. In questo caso, la pena è la reclusione da 1 a 3 anni.
Nota Legale: oltre alla sanzione penale, la condanna definitiva (anche in caso di patteggiamento) comporta la revoca del beneficio e l’obbligo di restituire integralmente quanto percepito indebitamente.
La Sentenza n. 35/2026 della Corte Costituzionale
La Corte Costituzionale, con la recentissima sentenza n. 35 del 20 marzo 2026, ha dato una risposta netta, confermando la severità del sistema sanzionatorio.
Il cuore della questione: pene sproporzionate?
Il Tribunale penale di Firenze aveva sollevato dubbi di legittimità, ritenendo che tale pena fosse:
- Sproporzionata rispetto ad altri reati simili (come la truffa aggravata o l’indebita percezione di erogazioni pubbliche ex art. 316-ter c.p.).
- Eccessiva per chi, magari per cifre modeste, rischia anni di carcere.
La decisione della Consulta: Sentenza n. 35/2026
Con la pronuncia dello scorso marzo, la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità. Secondo i giudici della Consulta:
- Efficacia Dissuasiva: La sanzione elevata è giustificata dalla necessità di scoraggiare abusi in un sistema basato sull’autocertificazione e su controlli che intervengono spesso solo dopo l’erogazione.
- Specificità del RdC: Il Reddito di Cittadinanza non era una semplice sovvenzione, ma una misura di contrasto alla povertà di vasta portata. Il danno per lo Stato non è solo economico, ma sociale, poiché sottrae risorse a chi ne ha realmente diritto.
- Legittimità del minimo edittale: La pena minima di 2 anni di reclusione non è stata considerata irragionevole, confermando che il legislatore ha il potere di punire severamente le frodi ai danni del welfare pubblico.
Perché è fondamentale una difesa tecnica specializzata
Affrontare un processo per indebita percezione del RdC richiede un’analisi tecnica accurata dei flussi reddituali e della documentazione presentata all’epoca della domanda.
Molte contestazioni nascono da:
- Errori nella compilazione dei modelli DSU/ISEE.
- Mancata comprensione dei termini per le comunicazioni obbligatorie.
- Cambiamenti nel nucleo familiare non registrati tempestivamente.
Lo Studio Legale Grici & Testa mette a disposizione la propria esperienza nel diritto penale e si avvale di consulenti fiscali per verificare la legittimità delle contestazioni ed impostare un’idoena linea difensiva.
Hai ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari o una richiesta di restituzione?
Se sei coinvolto in un procedimento per indebita percezione del Reddito di Cittadinanza, non attendere. Una difesa tempestiva può fare la differenza tra una condanna e l’assoluzione.
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